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“Dovremmo sviluppare un legame emotivo e spirituale con la natura,

perché non si lotta per salvare qualcosa che non si ama.”

                                                                   Sthepen Jay Gould

Gli “oggetti” al centro di tutte le iniziative culturali ideate, progettate e realizzate dal CAMS sono stati i campioni degli Orti e delle Raccolte sientifiche dell’Ateneo perugino, ed in particolare le collezioni di Orazio Antinori (1811-1882) e Mons. Giulio Cicioni (1844-1923), che attraverso continui “esercizi di memoria” sono tornati a ricordare all'intera comunità regionale il valore e la ricchezza culturale di questo vasto patrimonio scientifico, spesso “nascosto” agli occhi della collettività.

Uno degli obiettivi principali delle diverse attività organizzate è stato quello di far comprendere al più vasto pubblico, quanto sia importante la presenza nel territorio di strutture museali ed espositive“stabili” che possano rispondere, attraverso la diffusione “continua” della cultura scientifica, alle necessità culturali di una comunità umana che non può prescindere dal rapporto tra il “mondo vivente” ed il substrato geologico che lo supporta.

Le attività organizzate hanno permesso di “mettersi in mostra” nel territorio regionale e stimolare quindi gli Enti locali a partecipare alla diffusione della cultura scientifica.

Grazie in primis ai fondi assegnati dal MIUR (Legge 6/2000) gli “esercizi di memoria” messi in atto dal CAMS nel corso degli anni stanno dando importanti frutti, e significativi sono i rapporti aperti con gli Enti locali, il mondo della Scuola, le Associazioni culturali e non poche Organizzazioni Internazionali.

 

Inoltre, negli anni, sono andati consolidandosi ancora di più i rapporti culturali intrapresi con realtà extraeuropee, in particolare nel continente africano (visti i profondi legami storici che esistono grazie alla precedente attività scientifica di Orazio Antinori), che ci consentono così di “restare” con lo sguardo sul territorio regionale, ma di “pensare” anche a luoghi che solo apparentemente sono lontani, e legati ai nostri ambiti locali molto di più di quello che siamo spesso portati a pensare in modo riduttivo, e inoltre così importanti per la sopravvivenza dell’intero pianeta in quanto “serbatoi” di biodiversità.

Ci si propone in tal modo di continuare un viaggio di ricerca, da tempo intrapreso per la raccolta di dati e informazioni, che ci consenta così di comunicare in modo scientificamente corretto e concreto il messaggio culturale conservato nelle collezioni dell’Ateneo di Perugia

Un approccio di questo tipo può rappresentare il punto di partenza per cercare di instaurare e ampliare in modo adeguato un legame duraturo tra l'intera comunità locale, le strutture scientifiche e didattiche dell'Ateneo (che già da anni operano sul territorio), e realtà nazionali e internazionali a favore di una più ampia, concreta e reale diffusione della cultura scientifica.

 

 

 

 

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